SINDROME di CRIGLER-NAJJAR 
APPROCCI TERAPEUTICI:Al momento attuale non esiste una terapia risolutiva per la sindrome di Crigler-Najjar di tipo I.  I principali approcci terapeutici sono la fototerapia ed il trapianto di fegato.
Fototerapia:
La fototerapia rappresenta la forma terapeutica di eccellenza per la sindrome di Crigler-Najjar. Si basa sul fatto che, se irradiata con una luce di una determinata lunghezza d'onda, la molecola di bilirubina può andare incontro a modificazioni chimiche trasformandosi in forme (isomeri configurazionali) che possono venir escrete nella bile.Le lampade Philips F20, F40 Special Blue lamps o Philips TL 52 sono generalmente usate come sorgenti luminose. Negli ultimi anni sono state sviluppate anche lampade che usano LED che hanno il vantaggio di avere una maggior durata ed una ridotta emissione termica.

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Per mantenere i livelli di bilirubina non coniugata sotto la soglia dei 20/25 mg/dL i pazienti Crigler-Najjar devono quotidianamente sottoporsi a sedute di fototerapia della durata di 12-16 ore. Questa terapia tende a essere meno efficace con l'aumento dell'età del paziente a causa del progressivo ridursi del rapporto tra la superficie corporea esposta alla luce e la massa corporea. Altri fattori che ne diminuiscono l'efficacia sono l'ispessimento della pelle e l'aumento della pigmentazione.

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Per massimizzare l'efficacia della fototerapia si consiglia di:
Trapianto di Fegato:
E' l'unica terapia risolutiva per pazienti Crigler-Najjar di tipo I. I pazienti sottoposti a trapianto devono sottoporsi a continua terapia immunosuppressiva. Inoltre, il reperimento di un organo compatibile continua ad essere problematico.
Si rimanda alla versione web per PC per ulteriori approcci terapeutici in fase sperimentale